Ricarica elettrica in Italia: oltre 60.000 punti pubblici, ma i fast charger restano pochi

La rete di ricarica pubblica italiana ha superato i 60.000 punti attivi sul territorio nazionale. Ma la sfida per il 2026 non è la quantità bensì la qualità: serve un’espansione decisa dei fast charger DC ad alta potenza.

I numeri della rete italiana

  • Punti di ricarica pubblici: oltre 60.000 (stima fine 2025, fonte Motus-E)
  • Stazioni di ricarica: circa 30.000 location
  • Ricarica AC (lenta/semi-rapida): circa l’80% del totale
  • Ricarica DC fast charge: circa il 20% del totale
  • Obiettivo 2026: crescita stazioni DC oltre 150 kW lungo la rete autostradale

I principali operatori

  • Enel X Way: rete più capillare, forte presenza urbana e commerciale
  • Be Charge: forte espansione con focus sulle stazioni rapide
  • Ionity: rete autostradale premium con HPC fino a 350 kW
  • Free To X (Autostrade per l’Italia): stazioni HPC sui principali assi autostradali
  • Tesla Supercharger: ora accessibili anche ai veicoli non Tesla

Il problema dei fast charger

La maggioranza dei punti di ricarica eroga potenza AC fino a 22 kW, insufficiente per una sosta rapida in viaggio. Le stazioni DC sopra i 100 kW sono ancora poche rispetto alla media europea. L’obiettivo 2026 è aumentare significativamente i punti DC fast charge, soprattutto lungo le autostrade.

Cosa fare in pratica

Per trovare colonnine e verificare la disponibilità in tempo reale: PlugShare, Chargemap, o le app degli operatori (Enel X Way, Be Charge). Per pianificare viaggi lunghi: A Better Route Planner (ABRP) è lo strumento più completo.

Fonte: Motus-E Osservatorio / RSE Ricerca Sistema Energetico