Al 31 dicembre 2025 l’Italia contava 73.047 punti di ricarica pubblici, un numero che pone il paese davanti a Francia, Germania e Regno Unito nel rapporto tra infrastruttura e veicoli elettrici immatricolati. I dati arrivano da Motus-E e offrono un quadro più articolato di quanto il dibattito pubblico lasci intendere.
Specifiche e dati chiave
- Punti di ricarica pubblici al 31 dicembre 2025: 73.047
- Posizione europea nel rapporto punti/veicoli: l’Italia supera Francia, Germania e Regno Unito
- Obiettivo PNRR: 100.000 punti di ricarica pubblici entro il 2026
- Criticità principali: distribuzione geografica squilibrata e costi elevati per la ricarica ultra-rapida
Perché è importante
Il confronto europeo sul rapporto punti/veicoli è un dato spesso trascurato nel dibattito italiano, dove si citano i numeri assoluti senza considerare la dimensione del parco circolante. Essere davanti ai principali mercati europei su questa metrica non significa che l’infrastruttura sia sufficiente — indica che la crescita dei punti di ricarica ha tenuto il passo con quella delle immatricolazioni. Raggiungere i 100.000 punti entro fine 2026 richiede un incremento di circa 27.000 unità in dodici mesi: un ritmo sostenuto ma raggiungibile se i fondi PNRR vengono erogati nei tempi previsti.
Cosa significa in pratica
La copertura numerica c’è, ma la distribuzione è il problema reale: chi vive nelle grandi città del centro-nord trova una rete ragionevolmente densa, mentre nel Sud e nelle aree interne la situazione è significativamente peggiore. Il secondo nodo critico — i costi della ricarica ultra-rapida — incide direttamente sul costo di utilizzo per chi non ricarica a casa e dipende dalla rete pubblica per i viaggi a lunga percorrenza. Senza una regolazione più trasparente delle tariffe, il vantaggio economico dell’elettrico rispetto al termico si riduce per questa categoria di utenti.
Come trovare le colonnine
Non esiste un portale unificato aggiornato in tempo reale, ma app come PlugShare, Chargemap e le applicazioni dei singoli operatori (Enel X Way, Be Charge, Free To X) coprono la maggior parte della rete attiva. Motus-E pubblica aggiornamenti trimestrali sulla crescita del parco infrastrutturale.
Fonte: Motus-E